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a link to the main blog of poems..

Radio interview, Sogno di Skopje, Macedonian radio...

Sunday, February 7, 2010


Another blog post, impressions on cahier di viaggio..
My thoughts..
http://cahierdiviaggio.blogspot.com/2010/02/il-viaggio-impressioni-controverse.html

Saturday, January 30, 2010

Finally, at home



My precious little book, the dream, the epitome of a dream come true..
Petit Cahier di viaggio, Sogno di Skopje has arrived at home, in Skopje.
I can touch it, feel it, embrace it, inhale its essence..it's so beautiful, the feeling is pure happiness, like warm drops of dew..
As the whole edition travels around the world, it's an honour to be able to take part in such a carefully laid out project..
To be able to tell the story of my city of Skopje to the readers in Italy..
To be able to write it directly in Italian, a language I learnt by myself only recently..
To be able to connect with other dreamers via internet and to create the bridges..
A miracle.

Sunday, January 3, 2010

2010 starts with a great announcement..


Taken from the blog: Cahier di viaggio

http://cahierdiviaggio.blogspot.com/2010/01/sogno-di-skopje-il-primo-petit-cahier.html

"Una scrittrice autoctona si lascia catturare dalla bellezza, dalla storia e dalla tradizione della sua città, capitale europea di uno stato ricco di un glorioso passato e indipendente dal 1991

Il miracolo della scrittura in una lingua non propria, appresa con la forza e la determinazione che da sempre caratterizzano i popoli dell'est, scrittura limpida, ovattata e strettamente legata all'amore per la propria terra.

Skopje descritta come in pochi sanno farlo, città di fortini, multietnica, crogiolo di lingue, costumi, popoli e religioni dove cupole, campanili e minareti si confondono in un minuetto di tradizioni e culture. Una città alla ricerca della propria identità nazionale, per anni sopita da dominazioni straniere. Una città nuova, ai più sconosciuta, tutta da esplorare e assaporare. "

A dream is about to come true...

Monday, December 28, 2009

Interview: Oblomov vs. Biljana (On the Petit Cahier di viaggio)


Da Miran Oblomov etologo di specie estinte, la prima intervista obliqua e opalescente, alla scrittrice-poetessa nonchè falena macedone, sulla sua nuova uscita su "Cahier di viaggio" il petit cahier Sogno di Skopje

MO: Posso darle del tu?

BP: Certo, prof. Oblomov, e devo dire subito che per me e' un onore essere qui a rispondere ad un egregio professore, ho letto delle sue ricerche nel dipartimento di biologia di Emildonia e quindi con molto piacere rispondo a lei, o le do del tu anch'io?

MO: Facciamo chiarezza, dammi del Lei. Perchè Skopjie?

BP: Sono nata e cresciuta a Skopje, e' la mia citta', ogni giorno respiro e vivo e sogno (di) Skopje..

MO: Non hai risposto, o hai risposto parzialmente. "perchè Skopjie"?

BP: Lei e' davvero troppo meticoloso. Perche' Skopje? Anche perche' Belgrado era troppo lontano e ad Atene svenivano i Pinguini..
forse la risposta migliore sarebbe leggere il petit cahier..
ma con poche parole: di skopje si sogna ogni giorno, con occhi aperti e con la fantasia, e con il cuore.
I sogni non finiscono mai..semmai, si avverano, ma dopo questo non sono piu' sogni :)
Questo sogno e' un omaggio a tutti quelli che portano Skopje nel cuore, che sono stati qui e vorrebbero tornare di nuovo, o che un giorno arriverano...

MO: Hai risposto a una domanda che non aveva risposta (perchè no!!!??). Comunque, la mia seconda domanda cui tu hai risposto anticipandomi telepaticamente, era: "Cosa sognate a skopjie di bello, e come sognate?
E dopo che sono stati sognati dove finiscono i vostri sogni?"
Vuoi aggiungere altro a questa ciangotteria?

BP: Giuro che volevo rispondere "Perche' no" ma mi pareva troppo ovvio e trasparente per un discorso cosi' oblique e laterale come questo intervista...
Ciangotteria? Mi dica professore, cosa vuol dire?
Intanto voglio dire che il petit cahier fa parte di una collana internazionale e segue le orme di un grande cahier (in ogni senso) di Francesca Mazzucato, direttrice e curatrice della collana.

MO: "ciangotteria" è chiacchiere, ma non sono sicuro sia italiano. Pensavo che dalla macedonia s'intuisse. Innanzitutto, cos'è un cahier?


BP: Cahier, letteralmente vuol dire "quaderno" in francese, quindi, prendere appunti, note, impressioni, ricordi e sogni di un viaggio...nei cahier di viaggio.
Visto che io sono in Skopje, il viaggio e' una metafora, e' un viaggio oneirico, poetico, ma sempre dedicato alla storia, alla magia di Skopje.

MO: Specificatamente, prima di entrare nel tuo sogno e nel tuo viaggio senza valigie, vorrei chiederti quali sono i tuoi riferimenti
letterari, in modo di consentire ai lettori di capire da subito chi hai copiato. Dimmi.

BP: Ah, ma professore, non si dice copiare, si dice "rende un'omaggio" (che poi e' la stessa cosa).
I miei riferimenti letterari innanzitutto sono sempre e comunque i grandi scrittori del realismo magico, come Marquez, Rushdie, Calvino et al..
In questo caso si potrebbero intuire anche alcuni esempi da oscuri scrittori macedoni e balcanici, ma siccome il libro e' per i lettori italiani, non capira' mai nessuno.
E ci sono anche riferimenti ai viaggiatori anonimi, amici che sono stati qui, a Skopje, che magari ritroveranno le sue tracce nel mio testo, dopo avermi raccontato loro esperienze..

MO: ...E ti quereleranno per diffamazione..Ti sei già collocata in una corrente, perchè?

BP: No, no, mi hanno dato loro "benestare". Mi sono collocata in una corrente perche' credo sia la corrente migliore per esprimermi, permette tutto ed e' una ottima cornice per la mia immaginazione spesso troppo ricca e imprevedibile...Se mi permette un cliche', mi sento come pesce spada nel corrente..

MO: Bellissimo correlativo soggettivo! Li adoro. Io penso che lei faccia delle gran belle insalate di parole. Ma buttiamoci, "a babbo morto", nelle frescura delle pagine del suo libro appena stampato. Quando nasce "il sogno di Skopjie",nel tuo tempo relativo e tra le righe, c'è un 'incipit vero e proprio come " sapete com'è la mattina presto, là, all'Havana..."? E se si, com'è?

BP: Insalate di parole..certo professore, dimentica che sono dalla Macedonia, piu' insalata di cosi' ..si, buttiamoci...Il sogno di Skopje nasce all'improvviso, tra un log in e altro, alla tastiera, nello spazio virtuale tra Twitter e Facebook, come un ponte, l'idea arriva come un treno e io da buona pendolare parto..
E poi, un evento davvero importantissimo con cui questo sogno ha preso ali...la visita ad una cripta dove tra i resti dei soldati caduti nella prima guerra mondiale, c'era anche la targa sulla salma di un soldato italiano. Era una coincidenza straordinaria, ho deciso di rendere omaggio a questo soldato, questo episodio fa parte del sogno in una maniera particolare.

MO: E se dicessimo "una julienne di nuances" le pare più chic.?In che termini inizia l'inizio?

BP: "una julienne di nuances"..tres chic ...mi piace moltissimo...
L'inizio inizia come ogni sogno...nella terra di nessuno, quella sublime tra la veglia e l'incoscio. Una cartolina di Skopje che diventa viva ..e cosi' inizia il viaggio..

MO: Continua a darmi del Lei, per favore!Sei troppo laconica!. Mi dici allora, quanto del Cuore di Tenebra dei Balcani, che noi antipodi abbiamo conosciuto solo notando gli aerei partire carichi di bombe da Aviano e ritornare vuoti, c'è nel tuo Sogno? Pare sia una sorta di contaminazione ambientale laggiù, da voi.
BP: Niente delle contaminazioni nel mio sogno..e' un sogno pulito, decontaminato, chiaroscuro e sfumato.
Sono laconica apposta, egregio professore, dobbiamo lasciare qualcosa in sospeso per i lettori no?
...
Mi scusi per la mancanza della forma del Lei di prima, ma da autodidatta in italiano, trovo questa forma molto difficile. Comunque per Lei sto facendo lo sforzo, perche' le stimo..

MO: Autodidatta? Non ci crede nessuno. Lei sa d'accademia! Posso dirti che fino a ora non ho capito ancora nulla del tuo libro? E se non ci fosse nulla da capire? Esiste una trama, una canovaccio, uno straccio di abbozzo di improvvisazione di storia da raccontare? ( qui Oblomov diventa notoriamente molesto)

BP: E invece si! Autodidatta. Proprio come Conrad nella sua allusione di prima. Nel Sogno di Skopje non c'e' ne Mr. Kurz, ne una trama nel senso classico, e' un Sogno for crying out loud..lei capisce i sogni? Ci sono stracci di abbozzi ma sono come ombre, nel tempo e nello spazio..
Capira' dopo aver letto il libro, il libro e' onirico e poetico, e la poesia, si sa, non si racconta. (B. diventa bambina capricciosa).

MO: Ciurla nel manico, eh? Comunque di una cosa sono contento: che non siamo davanti al solito racconto balcanico in cui si parla del solito cuore di tenebra del balcani.Dato, per assurdo, che questi balcani esistano. D'accordo la poesia non si spiega, accade, come la neve o la pioggia. Sarebbe felice se la paragonassi a Dylan Thomas nel suo racconto di racconnti "molto presto di mattina"?

BP: Onoratissima..e felicissima..grazie.

MO: Intervista evitante, mi pare. Ultima domanda, lei ama la musica balcanica, con trombette, fisarmoniche, piatti e finti tzigani con baffi altrettanto finti?

BP:No. Mai e poi mai. Non sono il tipo.

MO: E' l'unica cosa che mi interessava sentir dire. Ciao, eh.

Monday, December 14, 2009

And the day became a road again

Here's to new beginnings..and new dreams..

Monday, October 19, 2009

Circle (extract from the poem in 3 languages)

…Пат. Далечина, не се догледува.
Хоризонтот замислен и недостижен.
Притиснати во некоја димензија
зборови бистри од изворот до утоката
бараат срце
да го разгалат, да му подарат насмевка
дотолку поубава, неочекувана
што ќе ја повторуваат секој пат.

Круг. Во очите искрен поглед,
во срцето топлина нескриена
во рамката слика неостварена
на небото ѕвезди молчат
за чудата мисли некој друг.

…A road. Distances hard to grasp
The horizon- an invisible line hard to reach
Locked in a dimension of yore
Clear words run from the spring to the sea
Looking for a heart
to pour into with joy and a smile
All the more beautiful
because it’s unexpected
and then there’s more

A circle. A sincere look in the eyes,
Warmth bursting from the heart
And no frame big enough for the picture to hold.
Stars twinkle in silence in the sky.
Miracles are in someone else’s hands.

...
La strada. La distanza difficile da comprendere
L’orizzonte soltanto una linea invisibile, inarrivabile
Le parole, chiuse in una dimensione del passato
Cercano un cuore dal fonte fino al mare
Per farlo gioire, per regalargli un sorriso
Bello perché inaspettato
E sempre qui..
Cerchio. Sguardo sincero negli occhi
Il cuore pieno di calore
Non c’è cornice abbastanza grande
Per trattenere il quadro
Le stelle brillano in silenzio nel cielo.
Per i miracoli ci pensa qualcun altro.

Saturday, September 19, 2009

Annoying ~Noia


Annoying

He is writing stories.
She is fiddling with his sleeves.

He is trying to think.
She asks him all sorts of questions and
She gives the answers by herself.

He’s got ideas.
She’s got no long term goal, looking for brief thrills.
He lives.
She is irritated because her caprice is not taken seriously.

He is quiet.
She insists.

He is quiet.
She pretends to be hysterical.

His footsteps, curt as swear words, echoing
on the stairwell,
Reply in his stead.

Noia

Lui scrive racconti.
Lei sta giocando con le sue maniche.

Lui sta cercando di pensare.
Lei pone ogni domanda possibile
e ha ogni risposta possibile.

Lui ha delle idee.
Lei non ha uno scopo preciso,
vuole solo brevi accontentamenti.
Lui vive.
Lei è irretata perché il suo capriccio non va preso seriamente.

Lui tace.
Lei insiste.

Lui tace.
Lei fa finta di essere isterica.

Al suo posto rispondono i suoi passi corti
come parolacce, mentre lui si allontana dall' appartamento.


Здодевно

Тој пишува раскази.
Таа му ги откопчува ракавите.

Тој се обидува да мисли.
Таа му ги поставува сите можни прашања
и самата си ги дава сите можни одговори.

Тој има идеи.
Таа нема цел, бара кратки задоволства.
Тој живее.
Таа се лути што не го разбираат нејзиниот каприц.

Тој молчи.
Таа инсистира.

Тој молчи.
Таа глуми хистерија.

Место него одговараат неговите чекори
Отсечни како пцовки надолу по скалите.

(I apologise for the mistakes in the English and the Italian translation of my poem)